Realizzazione brandmark

Un’ immagine ideata dal grafico Riccardo Ruggeri, da adottare coordinata al logo, sempre con il medesimo stile grafico, per un brand facilmente riconoscibile, in particolare in occasione degli eventi dell’Osservatorio.   

E’ stata realizzata secondo linee guida prestabilite per un immagine che esprime se stessa condensandosi in un simbolo e sintetizzando valori e obiettivi dell’Osservatorio, comprensibili al primo impatto. 

Omaggio ad Annibal Caro per il suo compleanno 2021: creazione bottiglia di vino celebrativa

Catò, Colli Maceratesi, Rosso, DOC

Creata in edizione limitata dall’Azienda Agroforestale Fontezoppa di Civitanova Marche. Il vino è buono da assaporare e l’etichetta frontale bella da vedere, molto ricercata per la carta e il carattere a rilievo e lucido in alcune parti. Riporta il sonetto “Alla mia Patria”, che Annibal Caro ha dedicato a Civitanova, sua città natale. Nella retroetichetta, più piccola, realizzata in due diverse tonalità di grigio, lo stemma della Città di Civitanova Marche e una brevissima biografia di Annibal Caro, oltre alla descrizione del vino. Le etichette sono state ideate dal grafico Riccardo Ruggeri.

Creazione di una Collana permanente di Cartelle d’artista

Le Cartelle d’artista sono curate da Enrica Bruni, direttore della Pinacoteca civica Marco Moretti, e costituiscono pregiati esemplari della Collana “Omaggio ad Annibal Caro”, che ogni anno si arricchisce di una nuova edizione realizzata grazie al contributo di valenti artisti incisori che, di volta in volta, creano opere originali ispirate dagli scritti cariani, interpretati ed illustrati seguendo il loro particolare sentire creativo.

Mostra permanente “Annibal Caro. Il rammemorar m’è dolce in piccola terra”

Si è aperta sabato 15 febbraio 2020, in una sala dedicata alle mostre temporanee della Pinacoteca civica “Marco Moretti” a Civitanova Marche Alta, la mostra d’arte documentaria “Annibal Caro. Il rammemorar m’è dolce in piccola Terra”, poi trasferita e diventata permanente presso la Quadreria della Pinacoteca.

L’inaugurazione, in presenza di tanti ospiti cultori del Bello, è stata preceduta, presso la sala Ciarrocchi, dai saluti delle autorità, dall’introduzione e presentazione della direttrice e curatrice Enrica Bruni e dalle performance canore del Maestro Luigi Gnocchini e del suo coro Ensemble Cinque ottave. Hanno fatto seguito gli interventi dei professori Marcello Verdenelli e Pierluigi Cavalieri e della dott.ssa Mara Pecorari.
Presenti al taglio del nastro la presidente Anai Marche, dott.ssa Pamela Galeazzi e la presidente Unitre Civitanova Marisa Castagna. Per la Soprintendenza Archivistica delle Marche sono intervenuti la dott.ssa Rosangela Guerra e il dott. Luca Zen.
L’iniziativa presenta una ricognizione dei beni artistici, librari e documentali che hanno per soggetto Annibal Caro e le sue opere: ritratti, il bozzetto del monumento firmato Romeo Pazzini, le carte d’archivio e i libri antichi di maggior pregio conservati nell’Archivio Storico del Comune di Civitanova Marche.
L’esposizione è corredata da una cartella storico-artistica-documentaria – Folder -, con interventi critici dei professori Verdenelli e Cavalieri, con uno scritto della dott.ssa Pecorari e uno del direttore della Pinacoteca Civica Enrica Bruni. A corredo, pannelli esplicativi che illustrano la vita del letterato del Cinquecento, le opere letterarie, i documenti d’archivio e un excursus sulla ritrattistica cariana.

La mostra gode del patrocinio dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI), sezione Marche, ed è stata realizzata in collaborazione con l’UNITRE Civitanova.

La Pinacoteca e la mostra partecipano alle aperture straordinarie in occasione della Settimana della Cultura e in occasione di tutti gli appuntamenti MIBAC. Sono previste lectio e visite guidate.
Per informazioni e per prenotare le visite guidate scrivere a info@pinacotecamoretti.it oppure chiamare in orario ufficio la Direzione della Pinacoteca al numero 0733-891019.

Realizzazione logo dell’ Osservatorio del tipo monogramma (lettermark)

Il marchio è stato disegnato dal grafico Riccardo Ruggeri. La versione definitiva del logo e le sue varianti sono state appositamente studiate per soddisfare le diverse necessità di uso e dare una adeguata connotazione all’Osservatorio e alle sue attività culturali. Nelle varianti la sovrapposizione delle lettere A e C sono sempre considerate come un unico componente poichè costituiscono l’elemento caratterizzante il logo.

Sessione dedicata ad Annibal Caro nel convegno ”Archiviamente aperti“, per la settimana internazionale degli archivi # IAW 2019

Sabato 8 e domenica 9 giugno a Civitanova Marche Alta, presso lo spazio multimediale San Francesco, si è svolto il convegno organizzato dal Comune di Civitanova Marche e la sezione Marche di ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) nell’ambito dell’ “International archives week 2019”, promosso dal Consiglio Internazionale degli Archivi (ICA) e curato dalla dott.ssa Mara Pecorari del direttivo ANAI Marche, in collaborazione con la dott.ssa Enrica Bruni, direttore Pinacoteca Civica “Marco Moretti”, componenti del Comitato scientifico dell “Osservatorio Annibal Caro”.
In occasione del mese cariano, la prima sessione del convegno è stata interamente dedicata ad Annibal Caro. 

Programma:
Introduzione e coordinamento dott.ssa Mara Pecorari (direttivo ANAI Marche).

Saluti autorità.

Intervento del testimonial d’eccezione, il poeta Umberto Piersanti.

Recital della corale Antonio Bizzarri con il M° Luigi Gnocchini.

Prima sessione (10:00-12:45)
“I cassetti delle meraviglie: omaggio ad Annibal Caro per il suo compleanno”.

Pierluigi Cavalieri, docente Istituto Superiore “Filippo Corridoni” di Civitanova Marche- ricercatore indipendente: “Annibal Caro da Civitanova e la sua famiglia attraverso la ricerca di archivio”.
Enrico Garavelli, docente Università Helsinki: “Annibal Caro epistolografo. Ricerche d’archivio, collezionismo, orizzonti digitali”.
Marcello Verdenelli, già docente Università di Macerata: “A far le lettere col compasso in mano”.
Roberto Marinelli, attore: Lettura brani scelti dalle Lettere
Pierluigi Cavalieri: “Il fondo Annibal Caro della Biblioteca Zavatti”.

Seconda sezione: “Pietro Tedeschi a Civitanova Alta” 

Enrica Bruni, direttore Pinacoteca Moretti: “Le pale d’altare della chiesa di Sant’Agostino a Civitanova Alta”.
Roberto Domenichini, direttore Archivio di Stato di Pesaro: “Contributo ad una biografia del pittore Pietro Tedeschi”.


Terza sessione  “Mostra archivio storico parrocchia San Paolo Civitanova Marche Alta”.

Antonio Eleuteri, architetto e responsabile archivio parrocchiale e Gabriele Dondi, restauratore: “Il restauro conservativo dei registri dell’archivio storico parrocchiale San Paolo di Civitanova Alta”.


Quarta sessione “La narrazione archivistica e la promozione del territorio”

Roberto Giannoni, architetto e ricercatore “Le chiese dismesse e la trasformazione di alcuni luoghi sacri a Civitanova”.
Enrica Bruni, “Illustrazione del fondale storico nel teatro Annibal Caro” e visita guidata alla Pinacoteca civica Marco Moretti.

Domenica 9 giugno, visita guidata al Poltrona Frau Museum di Tolentino.

L’immagine parlante

Un vortice di emozioni ci regala la magia del ritratto che per la sua duplice natura d’illusione e aderenza al vero, ondeggiando tra verosimiglianza e rappresentazione, rende eterne le caratteristiche fisiche e somatiche di un individuo e il suo vissuto interiore. Tutto questo lo sapeva bene Annibal Caro (1507-1566) consapevole di quanto fosse importante mantenere vivo il ricordo di se attraverso un ritratto che celebrasse con le sembianze anche lo status sociale e il segno della sua arte, che evidenziasse i caratteri psicologici e parlasse ai posteri della sua anima stabilendo il perfetto equilibrio tra l’exemplar e l’ingenium. Il Caro avrà cercato, e forse ottenuto, dagli artisti conosciuti, (Lettere Familiari), di salvare una sua immagine parlante, ma del nostro geniale e versatile letterato si conoscono solo effigi postume. Il busto scolpito da Antonio Calcagni (1536-1593), oggi presso il Victoria and Albert Museum di Londra, e l’alto rilievo di Giovanni Antonio Dosio (1533-1611), realizzato nel 1566 ad ornamento della tomba nella basilica di San Lorenzo in Damaso a Roma, sono le figure più attendibili, espressive e somiglianti. A questi due modelli si sono ispirati tutti gli artisti che hanno scolpito o dipinto il letterato civitanovese fino ad arrivare alle moderne realizzazioni di Arnoldo Ciarrocchi che fa vivere il Caro, memoria illustre del Cinquecento, accanto a personaggi del passato e del presente, famosi e sconosciuti, amici, familiari, semplici paesani. Ma prima dei ritratti dipinti e incisi da Ciarrocchi, troviamo, presumibilmente del XVII secolo, una effige senile, di autore sconosciuto, conservata nella Pinacoteca civica di Morrovalle e dello stesso periodo l’opera di Alessandro Allori (1535-1607), meglio conosciuto come il Bronzino, oggi parte di una collezione privata. Del XVIII secolo la grande tela conservata nella Pinacoteca civica Marco Moretti di Civitanova Marche, dove il pittore ignoto ritrae l’umanista, rispettando un clicher ormai consolidato. Ancora un busto del Caro lo scopriamo a Roma nel cortile di Palazzo Gaddi e un altro al Pincio, tra quelli che nel 1851 Pio IX volle commemorassero eminenti artisti e grandi letterati. Stessa impostazione iconografica viene adottata dall’artista fermano Giovanni Nunzi (1835-1916) che nel dipingere il fondale del teatro storico di Civitanova Alta, inaugurato nel 1872, celebra  Annibale ritraendolo con Virgilio e Dante, tra  la personificazione del fiume Chienti e gli amorini e le Grazie. Qualche anno più tardi, a Fermo nel 1876, vengono inaugurati i monumenti destinati ad Annibal Caro e a Giacomo Leopardi, entrambi opera dallo scultore Edoardo Tabuchi, su commissione  del conte Alessandro Maggiori. Nel corso del Novecento Domenico Bruschi (1840-1910), nel Palazzo della Provincia di Macerata e Ulisse Ribustini (1852-1944), nella Sala Consiliare nel Palazzo della Delegazione comunale di Civitanova Alta, gli dedicano un medaglione dipinto dove un autorevole Annibal Caro, ormai vicino alla vecchiaia, mostra ai posteri la grandezza dell’uomo che fu. Neoclassico il secondo ritratto, anche questo non firmato, conservato nella Pinacoteca civica di Civitanova che presenta il letterato a mezzo busto, incorniciato nell’ovale creato da un nastro su cui si legge F. ANNIBAL  CARUS DE CIVITATA- NOVA IN PICENO EX PROTOME IN BASILICA S. LAURENTII IN DAMASO DE URBE. La fisionomia e l’iconografia non si discosta dal prototipo manierista: aspetto solenne, occhi vivi, folti capelli, baffi e barba bianchi, austero abito nero sul quale risalta la croce dell’Ordine Gerosolimitano. In occasione delle celebrazioni per il quarto centenario della nascita del più illustre dei suoi figli, Civitanova Alta promuove studi e festeggiamenti e fa realizzare il grande medaglione in bronzo firmato dallo scultore toscano Romeo Pazzini (1852-1924), che viene collocato ad ornamento della facciata di casa Caro con riportato il testo latino che il conte Pietro Graziani, nel 1772, fece incidere sulla targa che è nel cortile interno della dimora e che ricorda che nella casa di Annibal Caro “(…) felicemente abitarono Pallade e le Muse e le Grazie”. Dei primi anni del Novecento, sempre dello scultore Romeo Pazzini, va ricordato il progetto del monumento che si sarebbe dovuto realizzare in onore del letterato e del quale resta il bozzetto in gesso. Qui Pazzini riprende le sembianze iconiche proposte da Antonio Calcagni e da Giovanni Antonio Dosio, al vertice del blocco monumentale sistema la figura intera a tutto tondo di Annibal Caro e illustra in rilievo, nella fascia del piedistallo, quattro momenti della sua vita: Annibal Caro al cospetto di papa Paolo III, nato Alessandro Farnese, Caro e Virgilio, Caro e Pierluigi Farnese figlio di papa Paolo III, la morte del poeta. Anche Pazzini, nel bozzetto in gesso, descrive il personaggio come maturo e prestante uomo di rango,  fiero di esibire la croce dell’Ordine dei Cavalieri di Malta e con un libro in mano emblema della sua arte e dei suoi interessi culturali, segno del delicato compito di segretario e diplomatico a lungo esercitato a Roma per Casa Farnese. L’effige di Annibal Caro che ci viene tramandata è il ricordo che Dosio e Calcagni hanno di lui, l’immagine della persona, ma ancor meglio tramandano la raffigurazione morale, l’essenza del soggetto e come esorta Giovanni Paolo Lomazzo  (1538 –1592), anche per Caro ciò che importa non è rendere le forme distintive del corpo,  ma estrapolare l’essenza del dell’uomo, catturare le sue peculiarità spirituali e morali, manifestare la sua dignità e la grandezza che, trascendendo le fattezze fisiognomiche, annulla il tempo e diventa emblema, exemplum virtutis.

Enrica Bruni

Documenti archivistici e beni librari cariani

conservati nell’archivio storico e nell’antica biblioteca del Comune di Civitanova Marche.

Nel volume 191 della serie delle Riformanze dell’Archivio storico del Comune di Civitanova Marche sono presenti alcune delibere inerenti Annibal Caro. In particolare, con la Delibera del 13 dicembre 1545 il Consiglio generale lo esentò, insieme ai suoi parenti fino al terzo grado, dal pagamento delle imposte, perché grazie alla sua fama e alla sua intercessione presso personaggi illustri Civitanova venne sgravata dalla tassazione di duecento scudi in Camera apostolica, che è l’organo finanziario del sistema amministrativo pontificio. La Delibera del 27 maggio del 1546 ci fornisce testimonianza delle maldicenze che tale beneficio suscitò nei suoi confronti,  che lo indussero  a scrivere alcune lettere di lamentela al Comune, il quale decise di rispondergli a nome pubblico che la Comunità  non si era mai “doluta di lui” ma tutt’altro gli era “sommamente obbligata delle operazioni da esso fatte a suo beneficio ”. Nel Bullarium, compilato nel XVII secolo, con aggiunte successive, sono trascritti numerosi documenti conservati nell’ Archivio storico,  tra cui alcune delle “riformanze”, o modifiche degli statuti, come quella che descrive in volgare, le modalità attraverso le quali si riunivano il Consiglio generale e il Consiglio di credenza, così come stabilito dal Consiglio generale stesso il 26 aprile del 1542. Il  Monitorio del Protonotario apostolico Odoardo Vecchiarelli del 22 marzo 1656, scritto su pergamena e relativo alla riparazione della Chiesa di San Francesco o di Civitanova, reca sul recto la pianta della Chiesa “ con accomodamento dei banchi fatto dai sigg. deputati del mese di maggio 1640 secondo l’ordine del pubblico consiglio”, in cui è ben visibile il posto assegnato ad un discendente omonimo di Annibal Caro. Altre testimonianze rinvenute nell’ Archivio storico del Comune di Civitanova Marche sono relative alle celebrazioni del quarto centenario della nascita di Annibal Caro: tra le altre, la lettera di ringraziamento del Sindaco di Civitanova Marche Stefano Papetti a Giovanni Pascoli per aver accettato di far parte del Comitato allora costituito, datata 9 maggio 1907, una copia del periodico “La Voce delle Marche” , anno XVI, n.7, Fermo, Sabato 16 Febbraio 1907, in cui il conte Francesco Bernetti descrive la struttura di quello che poi diventerà il suo volume illustrato Annibal Caro, in occasione del quarto centenario dalla nascita, Porto Civitanova, O. Oualdesi, 1908. Nel fascicolo è conservata anche una lettera datata 9 febbraio 1907 di un Archivista del Regio Archivio di Stato di Roma che si complimenta per l’iniziativa delle celebrazioni,  il testo dell’ Ordinanza del 14.11.1907 del Sindaco del Comune di Civitanova Marche, “Centenario di Annibal Caro ”, con cui si palesa anche  la decisione di rinvio della realizzazione di un monumento ad Annibal Caro, del quale fu realizzato successivamente solo un bozzetto dallo scultore, ceramista e medaglista Romeo Pazzini. Tra i gioielli dell “Antica Biblioteca”, ospitata presso l’Archivio storico comunale, in un’area riservata sono conservate Opere del Commendatore Annibal Caro:  I Tomi I, II, III, Lettere familiari; il Tomo V, RimeGli Straccioni; il Tomo VI, L’Eneide di Virgilio tradotta in versi sciolti, le traduzioni della Bucolica e della Georgica , edite a Venezia presso la Stamperia Remondini nel 1757 (manca il volume IV delle lettere). Inoltre Apologia degli Accademici dei Banchi di Roma contra M. Lodovico Castelvetro da Modena, Venezia, “a spese” di Antonio Cortesi, 1772; Lettere scelte ad uso della gioventù, Milano, Francesco Pagnoni, 1871. Tra gli altri libri: G. Marangoni, Delle Memorie sagre e civili dell’antica città di Novana, oggi Civitanova nella Provincia del Piceno, Roma, Giovanni Zempel, 1743, dove è stata  trascritta anche la sopra citata Delibera del 1546, pp.375 e 377; G. Cantalamessa-Carboni, Ricerche sulla vita del commendatore Annibal Caro, Ascoli, Luigi Cardi, 1858; G. Recchi, Albero genealogico della famiglia Caro di Civitanova Marche, Civitanova Marche, Tip. Natalucci, 1879 (DOR). Altro gioiello dell “Antica Biblioteca” è un Rituale romano, o sacerdotale, senza luogo di stampa, del XVI secolo, bicolore, musicato, una raccolta di formule per la celebrazione delle varie funzioni sacre, contiene piccole xilografie che esemplificano in modo evocativo e a mò di scenografia i rituali durante le varie cerimonie. La tecnica di stampa adottata per stampare le notazioni musicali è quella dei caratteri mobili componibili e consiste di una doppia, o anche tripla, impressione: prima venivano stampati i righi, normalmente in rosso, e poi le note quadrate nere con i testi e le stanghette verticali di separazione . Questo sistema a due o tre impressioni fu quello maggiormente impiegato per i libri liturgici sino agli inizi del XIX secolo. A conclusione di questa prima ricognizione, non mi resta che auspicare possa continuare lo studio e la valorizzazione dei documenti archivistici e dei beni librari Cariani civitanovesi e dei loro contesti, non solo conservati nell’Archivio Storico Comunale e nell “ Antica Biblioteca”, ma anche presso altri soggetti conservatori, in primis la Biblioteca “Silvio Zavatti” di Civitanova Marche e l’Archivio di Stato di Macerata.

Mara Pecorari